Introduzione dei dolori cronici più difficili da trattare

Introduzione

 

 

Il
dolore neuropatico può essere causato da una lesione?o da una malattia del
sistema somatosensoriale e dalle stime effettuate sembra che interessi fino al 7-8 per
cento della popolazione europea (Bouhassira D. et al 2008). Recentemente una
rassegna sistematica di studi epidemiologici ha riportato una stima di
prevalenza di dolore con caratteristiche neuropatiche fra il 6,9 e il 10 per
cento.?E’ considerato uno dei dolori cronici più difficili da trattare e con un
grosso impatto sul benessere psicologico, sulla vita sociale e sugli altri
aspetti correlati alla qualità di vita (Torrance N. et al.2006).?Il dolore
neuropatico può originare da lesioni del sistema nervoso periferico, da insulti
tossici e da malattie, e può essere considerato una risposta mal adattativa
“…nel senso che il dolore né protegge né promuove la guarigione” (Costigan M.

We Will Write a Custom Essay Specifically
For You For Only $13.90/page!


order now

etal.2009).?L’approccio terapeutico resta un significativo problema,?in quanto
questo dolore non ripsonde in maniera ottimale alle terapie correnti. Nei trial
clinici randomizzati, non più della metà dei pazienti risponde in maniera rilevante
alla farmacoterapia, considerando che viene ritenuto un successo il sollievo
parziale dal dolore e la risposta a molti farmaci non è previsibile, inoltre gli effetti
collaterali possono limitarne il dosaggio e contribuire a una riduzione
inadeguata del sintomo (Dworkin RH. Et al.2007).

Le sfide
nella gestione del dolore neuropatico includono un alto tasso di fallimenti con
la farmacoterapia attualmente disponibile.

In
media, per ogni 3 pazienti che ricevono trattamenti per il dolore neuropatico,
solo uno riscontra benefici analgesici (Harden RN. 2015).?

Negli
ultimi anni l’uso di Cannabis e Cannabinoidi selettivi, cannabinoidi sintetici
contenenti solo tetraidrocannabinolo (THC) ed estratti medicinali a base di
cannabis contenenti una combinazione di THC e Cannabidiolo (CBD), hanno
acquisito una crescente popolarità per il trattamento del dolore neuropatico
(Kelly S. et al. 2003).

I
recettori dei cannabinoidi, CB1 e CB2, sono stati collegati a processi di
modulazione del dolore per cui l’attività di questi recettori causa effetti
inibitori sulle risposte dolorifiche.

Inoltre
gli endocannabinoidi hanno dimostrato di agire con altri sistemi recettoriali,
tra cui l’acido gamma-amminobutirrico, serotoninergico,adrenergico e i
recettori oppioidi; molti dei quali sono coinvolti con i meccanismi analgesici
dei comuni farmaci per il dolore neuropatico (Manzanares J. et al. 2006).

In
questo momento vi è una mancanza di consenso riguardo al ruolo che i
cannabinoidi selettivi giocano nel trattamento del dolore neuropatico che è
refrattario ai farmaci di prima scelta raccomandati e di seconda linea
(anticonvulsivi, antidepressivi, oppioidi). Nelle sue più recenti linee guida pubblicate,
la Canadian Pain Society sostiene l’uso di cannabinoidi selettivi come opzione
di terza linea per il dolore neiropatico mentre l’Associazione internazionale
per lo studio del dolore non ha fornito delle reali prove a sfavore dell’uso di
questi farmaci nel trattamento del dolore neuropatico (Finnerup NB. Et al.

2015).

Questa divergenza
di opinioni ha origine da risultati in conflitto di studi randomizzati
controllati (RCT) che prevedono l’uso di piccole popolazioni di studio, diversi
tipi di cannabinoidi selettivi, vari periodi di follow-up, una varia gamma di
dosaggi e inclusione di sindromi con dolore cronico dalle caratteristiche
neuropatiche non chiare (Howard Meng et al. 2017).

 

 

 

 

 

 

Le
metodologie e le conclusioni di queste revisioni sono ostacolate
dall’inclusione di studi che hanno arruolato partecipanti con fenotipi eterogenei
(neuropatico e non neuropatico), variabilità nella valutazione della scala del
dolore e assenza di meta-analisi con conseguente mancanza di informazioni sulla
dimensione dell’effetto e sui suoi limiti di confidenza (Howard Meng et al.

2017).

Nonostante
la scarsità di ricerche sperimentali standardizzate e controllate per valutare
gli effetti sulla salute a breve ed a lungo termine del consumo di cannabis,
tutti gli stati sono d’accordo nel ritenere il dolore cronico una delle
condizioni per le quali la cannabis è un trattamento farmacoterapico approvato.

Infatti, il sollievo dal dolore è solitamente il motivo più comunemente
utilizzato in medicina per giustificare l’uso medico della cannabis (Bestrashniy J, Winters KC 
et al. 2015).

Nonostante
non sia ancora chiaro se la cannabis sia il miglior trattamento per il
dolore,            o meno, molti pazienti
in tutto il mondo ritengono che la cannabis li abbia aiutati con la gestione
del loro dolore (Sznitman SR,Jensen AL. Et al. 2015)

Dal
momento che sempre più Stati legalizzano la cannabis per usi medicinali, tende
ad aumentare anche il numero di pazienti che vuole sapere se l’utilizzo dei
cannabinoidi possa risultare un trattamento efficace nella gestione della loro
condizione (Kevin P.Hill et al. 2017)

L’interesse
per l’uso della cannabis nel trattamento del dolore è stato ulteriormente stimolato
da un recente rapporto del National Academies Committee on Health Effects of
Marijuana, in cui gli autori hanno concluso che ci sono “prove conclusive o
sostanziali” che la cannabis sia efficace per il trattamento del dolore
cronico negli adulti (National Academy Press,2016).

E’
necessario quindi che i professionisti della salute debbano essere preparati a
rispondere a domande riguardanti l’uso di cannabis e il potenziale effetto che
avrebbe sul trattamento del dolore neuropatico o di altre condizioni
clinicamente invalidanti.

Lo scopo
di questo lavoro di tesi compilativa è quindi quello di ricercare e analizzare
le evidenze scientifiche che mostrano come la Cannabis possa essere utilizzata
nel trattamento del dolore neuropatico.

Author:

x

Hi!
I'm Eileen!

Would you like to get a custom essay? How about receiving a customized one?

Check it out