Introduzione dei dolori cronici più difficili da trattare

Topic: Health
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Last updated: May 4, 2019

Introduzione  Ildolore neuropatico può essere causato da una lesione?o da una malattia delsistema somatosensoriale e dalle stime effettuate sembra che interessi fino al 7-8 percento della popolazione europea (Bouhassira D.

et al 2008). Recentemente unarassegna sistematica di studi epidemiologici ha riportato una stima diprevalenza di dolore con caratteristiche neuropatiche fra il 6,9 e il 10 percento.?E’ considerato uno dei dolori cronici più difficili da trattare e con ungrosso impatto sul benessere psicologico, sulla vita sociale e sugli altriaspetti correlati alla qualità di vita (Torrance N. et al.2006).?Il doloreneuropatico può originare da lesioni del sistema nervoso periferico, da insultitossici e da malattie, e può essere considerato una risposta mal adattativa”…

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nel senso che il dolore né protegge né promuove la guarigione” (Costigan M.etal.2009).

?L’approccio terapeutico resta un significativo problema,?in quantoquesto dolore non ripsonde in maniera ottimale alle terapie correnti. Nei trialclinici randomizzati, non più della metà dei pazienti risponde in maniera rilevantealla farmacoterapia, considerando che viene ritenuto un successo il sollievoparziale dal dolore e la risposta a molti farmaci non è previsibile, inoltre gli effetticollaterali possono limitarne il dosaggio e contribuire a una riduzioneinadeguata del sintomo (Dworkin RH. Et al.

2007).Le sfidenella gestione del dolore neuropatico includono un alto tasso di fallimenti conla farmacoterapia attualmente disponibile. Inmedia, per ogni 3 pazienti che ricevono trattamenti per il dolore neuropatico,solo uno riscontra benefici analgesici (Harden RN.

2015).?Negliultimi anni l’uso di Cannabis e Cannabinoidi selettivi, cannabinoidi sinteticicontenenti solo tetraidrocannabinolo (THC) ed estratti medicinali a base dicannabis contenenti una combinazione di THC e Cannabidiolo (CBD), hannoacquisito una crescente popolarità per il trattamento del dolore neuropatico(Kelly S. et al. 2003).Irecettori dei cannabinoidi, CB1 e CB2, sono stati collegati a processi dimodulazione del dolore per cui l’attività di questi recettori causa effettiinibitori sulle risposte dolorifiche.Inoltregli endocannabinoidi hanno dimostrato di agire con altri sistemi recettoriali,tra cui l’acido gamma-amminobutirrico, serotoninergico,adrenergico e irecettori oppioidi; molti dei quali sono coinvolti con i meccanismi analgesicidei comuni farmaci per il dolore neuropatico (Manzanares J. et al.

2006).Inquesto momento vi è una mancanza di consenso riguardo al ruolo che icannabinoidi selettivi giocano nel trattamento del dolore neuropatico che èrefrattario ai farmaci di prima scelta raccomandati e di seconda linea(anticonvulsivi, antidepressivi, oppioidi). Nelle sue più recenti linee guida pubblicate,la Canadian Pain Society sostiene l’uso di cannabinoidi selettivi come opzionedi terza linea per il dolore neiropatico mentre l’Associazione internazionaleper lo studio del dolore non ha fornito delle reali prove a sfavore dell’uso diquesti farmaci nel trattamento del dolore neuropatico (Finnerup NB. Et al.2015).Questa divergenzadi opinioni ha origine da risultati in conflitto di studi randomizzaticontrollati (RCT) che prevedono l’uso di piccole popolazioni di studio, diversitipi di cannabinoidi selettivi, vari periodi di follow-up, una varia gamma didosaggi e inclusione di sindromi con dolore cronico dalle caratteristicheneuropatiche non chiare (Howard Meng et al.

2017).       Lemetodologie e le conclusioni di queste revisioni sono ostacolatedall’inclusione di studi che hanno arruolato partecipanti con fenotipi eterogenei(neuropatico e non neuropatico), variabilità nella valutazione della scala deldolore e assenza di meta-analisi con conseguente mancanza di informazioni sulladimensione dell’effetto e sui suoi limiti di confidenza (Howard Meng et al.2017).Nonostantela scarsità di ricerche sperimentali standardizzate e controllate per valutaregli effetti sulla salute a breve ed a lungo termine del consumo di cannabis,tutti gli stati sono d’accordo nel ritenere il dolore cronico una dellecondizioni per le quali la cannabis è un trattamento farmacoterapico approvato.

Infatti, il sollievo dal dolore è solitamente il motivo più comunementeutilizzato in medicina per giustificare l’uso medico della cannabis (Bestrashniy J, Winters KC et al. 2015).Nonostantenon sia ancora chiaro se la cannabis sia il miglior trattamento per ildolore,            o meno, molti pazientiin tutto il mondo ritengono che la cannabis li abbia aiutati con la gestionedel loro dolore (Sznitman SR,Jensen AL. Et al. 2015)Dalmomento che sempre più Stati legalizzano la cannabis per usi medicinali, tendead aumentare anche il numero di pazienti che vuole sapere se l’utilizzo deicannabinoidi possa risultare un trattamento efficace nella gestione della lorocondizione (Kevin P.

Hill et al. 2017)L’interesseper l’uso della cannabis nel trattamento del dolore è stato ulteriormente stimolatoda un recente rapporto del National Academies Committee on Health Effects ofMarijuana, in cui gli autori hanno concluso che ci sono “prove conclusive osostanziali” che la cannabis sia efficace per il trattamento del dolorecronico negli adulti (National Academy Press,2016).E’necessario quindi che i professionisti della salute debbano essere preparati arispondere a domande riguardanti l’uso di cannabis e il potenziale effetto cheavrebbe sul trattamento del dolore neuropatico o di altre condizioniclinicamente invalidanti. Lo scopodi questo lavoro di tesi compilativa è quindi quello di ricercare e analizzarele evidenze scientifiche che mostrano come la Cannabis possa essere utilizzatanel trattamento del dolore neuropatico.

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